Un’Italia sempre più vecchia. Una tendenza crescente che vedrà, da qui al 2050, un terzo della popolazione ultra sessantacinquenne e quasi tutta in pensione. Un Paese che cresce poco e dalla scarsa produttività, con un mercato del lavoro che non riesce a eliminare le forti disparità regionali e dove il numero di linee telefoniche supera quello degli abitanti, anche se solo una minoranza della popolazione ha Internet a casa. E’ questa la fotografia del nostro Paese che emerge dall’ultimo Factbook 2007 dell’Ocse. Trecento pagine di numeri e statistiche, aggiornate al 2005, che passano in rassegna i 30 Paesi più industrializzati del mondo. (Fonte)
Ocse: 2050, in Italia uno su tre in pensione
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Nel 2050 saremo 9 miliardi
La Divisione per la popolazione del Dipartimento per gli affari economici e sociali delle Nazioni Unite ha pubblicato un rapporto denominato “Revision 2006“, nel quale offre stime aggiornate sull’evoluzione della popolazione mondiale nei prossimi decenni.
Secondo questo rapporto, nel 2050 la popolazione terrestre avrà raggiunto i 9,2 miliardi, ovvero 2,7 miliardi in piu’ rispetto ad oggi.
Mentre la popolazione complessiva di Europa, Giappone e Nord America resterà stabile, a crescere saranno le popolazioni di alcune tra le regioni piu’ povere e meno sviluppate del pianeta.
Nei Paesi piu’ ricchi la popolazione continuerà ad invecchiare, ed i giovani saranno una quota sempre piu’ ridotta degli abitanti.
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Grande barriera corallina: morirà entro il 2050
Lo rivela una ricerca del Centro studi marini dell’Università del Queensland. La colpa? L’aumento della temperatura marina
SYDNEY – Il solo che non ha nulla da temere è il pesciolino Nemo. Tutti gli altri navigano, è proprio il caso di dirlo, in pessime acque. Ce lo dicono gli scienziati: la Grande Barriera Corallina australiana – una delle meraviglie del mondo – potrebbe scomparire presto e assieme a lei tutte le centinaia di specie di pesci coloratissimi ospitati nei suoi «anfratti».
I MOTIVI – La causa di tutto questo? L’innalzamento della temperatura del mare, un fatto così grave da determinare la peggiore delle previsioni: la morte della Grande Barriera entro il 2050. La terribile previsione è contenuta in una ricerca curata da Hans Hoegh-Guldberg, capo del Centro di studi marini dell’Università australiana del Queensland, e dal padre Ove, economista.
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Entro il 2050 ci serve un altro pianeta
Esaurite le risorse se continua l’attuale ritmo di consumo di acqua, suolo fertile e foreste. Emirati Arabi e Usa i Paesi “peggiori”
ROMA – La presenza dell’uomo sulla Terra è sempre più ingombrante e la sua «impronta» sta lasciando un segno che rischia di essere indelebile. Un pianeta non basta: nel 2050 ce ne vorranno «due», se continua l’attuale ritmo di consumo di acqua, suolo fertile, risorse forestali, specie animali tra cui le risorse ittiche: gli ecosistemi naturali si stanno degradando ad un ritmo impressionate, senza precedenti nella storia della specie umana. È quanto si legge in Living Planet Report 2006, il rapporto del WWF giunto alla sua sesta edizione, diffuso proprio da uno dei paesi a più rapido sviluppo, la Cina.
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il mondo nel 2050
Il mondo nel 2050
[ Trasmissione in Realta' Virtuale della BBC - 14 agosto 2050]
di Nick Bostrom (c) 2000, www.nickbostrom.com
SOMMARIO
Questo articolo esamina alcune delle questioni sociali, politiche, economiche e tecnologiche che il mondo potrebbe affrontare verso la metà del ventunesimo secolo. Uno dei temi centrali, è la necessità di esercitare un’azione di controllo sulla nanotecnologia molecolare, dato l’enorme potenziale di abuso che essa porta con sè. La nanotecnologia avanzata può essere usata per costruire microscopici macchinari auto-replicanti che potrebbero alimentarsi di materia organica in maniera simile ai batteri, ma molto più versatili di questi e potenzialmente molto più distruttivi della bomba atomica. La necessità di impedire che gruppi o individui irresponsabili ottengano capacità produttive nanotecnologiche è il tema del giorno nel 2050. L’articolo mostra come questo tentativo di prevenire abusi nanotecnologici, influenzi profondamente molti aspetti della società, sopratutto attraverso l’istituzione di una rete globale di sorveglianza. L’articolo è presentato nella forma di un ipotetico dialogo, per due ragioni. In primo luogo, per poter discutere opinioni diverse e contrastanti e, secondariamente, per poter illustrare in che modo i dibattiti pubblici potrebbero essere condotti nel 2050.
[ P.S. Questo saggio è stato originariamente scritto con il mondo del 2050 in mente. La mia stima attuale riguardo quando questi sviluppi potrebbero verificarsi, è però intorno al 2030, con un margine di errore piuttosto elastico.]
40% in meno di foresta amazzonica
Il 40% della foresta amazzonica rischia di sparire entro il 2050 se non verrà fermato il suo disboscamento. L’allarme arriva da uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature.
Il numero apocalittico è saltato fuori da un’innovativa simulazione al computer, frutto di un progetto elaborato da una equipe di studiosi brasiliani e americani.
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Energia e Tecnologia
In che modo la tecnologia può contribuire ad assicurare, a prezzi adeguati, gli approvvigionamenti energetici e ridurre allo stesso tempo le emissioni di CO2? Per rispondere a domande come questa, l’Agenzia Internazionale per l’Energia ha elaborato un Rapporto dal titolo “Energy Technology Perspectives 2006″, presentato in occasione di un convegno che l’ENEA ha organizzato il 18 settembre presso la propria sede, a Roma.
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Solo pesce d’allevamento
Tutto il pesce che non proviene da allevamento è destinato a sparire dai nostri menù prima del 2050. Questo è lo scenario dipinto da un gruppo di ecologi ed economisti in seguito a uno studio tratto dai dati della pesca commerciale dal 1950 ad oggi. Pesca sfrenata che non ha mai tenuto conto delle capacità rigenerative dell’ecosistema e che sta portando inevitabilmente alla scomparsa di tutti gli stock ittici, dal più piccolo gamberetto al più vorace tonno.
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Anche l’India sorpassa USA
DAVOS – Il sorpasso della Cina sugli Stati Uniti è fissato tra soli 28 anni, nel 2035. Poi nel 2050 sarà l’India a superare l’economia americana agganciando quella cinese. A quel punto la gara tra i due giganti asiatici potrà dare un esito sorprendente.
Per non aver saputo controllare il boom delle nascite, è l’India ad avere una marcia in più: la forza lavoro più giovane del mondo. Lo scenario elaborato dalla banca Goldman Sachs domina l’attenzione del World Economic Forum. “Shifting Power”, lo spostamento del potere, è il titolo di questa edizione del summit di Davos.
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