Roma, 2 mag. (Apcom) – Altro che allarmismo. La previsione del Rapporto elaborato dall’Ipcc, il Gruppo di lavoro intergovernamentale sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite, sbaglia per eccesso di cautela: a questo ritmo, i ghiacci del Mar Artico sono destinato a scomparire del tutto in estate non nel 2080, ma una trentina d’anni prima. Lo sostiene uno studio dello ‘Us National snow e ice Data Center’ di Boulder, in Colorado.
Gli scienziati statunitensi – riferisce l’edizione online dell’ Independent – hanno rilevato errori nei modelli usati dai ricercatori delle Nazioni Unite per la loro previsione. L’assottigliamento dei ghiacci del Mare Artico, sostengono, è in media (i dati sono relativi al mese di settembre, il culmine dell’estate polare, e sono relativi all’ultimo messo secolo) del 7,8% ogni decennio; e non del 2,5-5,4% come stimato nel Rapporto delle Nazioni Unite. Nessun dubbio invece sulle cause: il riscaldamento globale. Nè sulle conseguenze irreversibili che un simile cambiamento avrebbe su tutto il Pianeta. L’unica possibilità, concorda il mondo scientifico, è invertire il trend riducendo drasticamente e da subito le emissioni di gas inquinanti. (Fonte)