Tutto il pesce che non proviene da allevamento è destinato a sparire dai nostri menù prima del 2050. Questo è lo scenario dipinto da un gruppo di ecologi ed economisti in seguito a uno studio tratto dai dati della pesca commerciale dal 1950 ad oggi. Pesca sfrenata che non ha mai tenuto conto delle capacità rigenerative dell’ecosistema e che sta portando inevitabilmente alla scomparsa di tutti gli stock ittici, dal più piccolo gamberetto al più vorace tonno.
Lo studio, pubblicato oggi sulla rivista Science, ha investigato i dati storici delle catture di 64 regioni marine che, insieme, forniscono più dell’80 per cento del pescato globale. “Se non cambiamo il nostro modo di gestire le specie marine nella loro totalità insieme all’ecosistema che le ospita – spiega Steve Palumbi della Stanford University, uno degli autori dello studio – questo sarà l’ultimo secolo in cui ci sarà pesce selvatico”.
La perdita di fauna ittica sarà solo una delle conseguenze del declino della salute dei nostri mari. Lo studio ha rivelato che l’ecosostema marino sarà sempre meno resistente agli effetti dei cambiamenti climatici, sarà invaso da una proliferazione anomala di alghe e colpito pesantemente dall’inquinamento.
“L’oceano è come un grande riciclatore – continua Palumbi – trasforma i liquami in sostanze nutritive, purifica l’acqua dalle tossine e riduce l’anidride carbonica in cibo e ossigeno”. Molte persone non si rendono conto che i nostri oceani non sono solo una riserva di cibo, ma forniscono l’umanità di innumerevoli servizi che influiscono in maniera positiva sull’economia. E la biodiversità è la chiave di tutto questo. “Se la biodiversità continuerà a decrescere – aggiunge Nicola Beaumont, economista ecologa del Plymouth Marine Laboratory – l’ambiente marino non sarà più in grado di sostenere il nostro stile di vita, addirittura non sosterrà le nostre stesse vite.”
Secondo Boris Worm, professore alla Dalhousie University in Halifax, se cominciamo a praticare pesca sostenibile con metodi non distruttivi una speranza ancora c’è. Magari adottando metodi di pesca sostenibile come quelli già in uso lungo la costa che unisce America nord occidentale e Canada, che ci forniscono l’esempio di pesca meglio condotta in tutto il mondo.